La cura del paziente in Odontoiatria. Terapie e profili di responsabilità

La gentile offerta degli Autori di presentare quest’opera così ricca e densa di dottrina e di sapienza professionale mi ha particolarmente interessato perché mi ha dato la “gratificante” opportunità di leggere con effettiva e non contingente attenzione ogni parte di questa ottima guida per il medico odontoiatra, sempre più smarrito, come ogni altro specialista, negli insidiosi meandri della vicenda curativa ormai connotata da rischi e d a conflitti non esorcizzabili solo con un esercizio culturalmente adeguato e tecnicamente perfetto.
E’ pertanto provvida l’idea di richiamare, già nel titolo della monografia così come nella prefazione a cura degli Autori, l’inscindibile rapporto tra terapia e responsabilità nella cura, bene intesa, mi pare, nella classica accezione anglosassone propria del to care, stimolando così una ricerca che si articoli e si sviluppi dalla preliminare accettazione del significato vero e genuino (etimologico prima che giuridico) di responsabilità, che sottende la capacità, vorrei dire l’orgoglio professionale, di rendersi razionalmente ed emotivamente partecipi della vicenda curativa intrapresa, nella consapevolezza di un rapporto complesso cui sono componenti essenziali la dignità e l’autonomia del paziente.
La responsabilità in altri termini è un valore che assume ed innerva la cura in re ipsa e non è solo, come si usa pigramente ritenere, una conseguenza negativa di un atto diagnostico-terapeutico non riuscito o comunque contestato.
Sulla base di questo convincimento, l’esposizione giuridico-deontologica ha preceduto quella tecnicamente inerente la attività professionale, quasi a voler costruire una fisionomia ed una divisa morale dell’odontoiatra, consone al tempo che viviamo e al malessere che ne connota il riflesso sull’esercizio tutorio della salute: che può essere se non vinto quanto meno accettato non solo a fini di prevenzione(far, di necessità, virtù!), ove chiaramente e lucidamente considerato nelle sue cause intrinseche ed estrinseche e, soprattutto, esattamente raffrontato con i bisogni della società e con le regole poste a difesa del cittadino. La rigorosa e chiarissima enunciazione dei momenti medico-legali ed etico-deontologici della vicenda odontoiatrica assume così, e serenamente, il senso e il fine di una informazione-formazione umanistica e comportamentale essenziale per l’assunzione della responsabilità, per vivere cioè responsabilmente l’esercizio professionale: in un modo molto più produttivo della lamentosa invettiva e della trepida fuga dal “maggior” rischio, ancorché essenziale al progresso o alla soluzione di casi difficili. E così viene offerta all’odontoiatra la chiave di lettura delle attese, delle speranze e degli insopprimibili rischi professionali rischiarata dalle illuminanti sorgenti della deontologia e del diritto alimentate dalla esigenza di garantire alla comunità e al singolo paziente e di esigere dall’operatore prestazioni sorrette da diligenza, prudenza, perizia, da rispetto dell’autonomia della persona, da attenzione profonda alle implicazioni economiche e sociali delle scelte terapeutiche.
Siffattamente ho inteso, leggendola, la bella panoramica sul corretto esercizio della odontoiatria che ne definisce i presupposti legali, le coordinate operative, le implicazioni relazionali tra curante e paziente nei termini della tutela della libertà individuale (consenso informato), della privacy, della sicurezza, che scolpisce i termini ontologici della responsabilità, prima di quelli giudiziari e disciplinari, in un aggiornata, ordinata, lucida sequenza di norme e di decisioni giurisprudenziali. Di citazioni bibliografiche meritevole di essere non solo sottolineata ma anche sinceramente ammirata.
La seconda parte del volume si articola nelle varie situazioni diagnostico-terapeutiche proprie della moderna odontoiatria, fornendo per ogni vicenda considerata, delle semplice e sagge linee-guida, utili per far bene e per evitare inutili rischi a ciascuno dei due protagonisti dell’avventura curativa. Ed è questo un dono prezioso cui il lettore può attingere anche per prevenire eventuali responsabilità, questa volta intese nella accezione più temuta e affliggente.
Sarà una deformazione professionale propria del medico legale da cui chi scrive è certamente affetto, ma mi sembra che gli insegnamenti qui prefissi siano utili non solo per l’odontoiatra che non può non conoscere la propria mentalità sanitaria, ma anche per chi è chiamato a valutare con severità consapevole l’operato del collega chiamato a risponderne, soprattutto, per chi si va formando come operatore e come specialista, cui non bastano più la perfezione tecnica e la padronanza metodologica. Ed è davvero bene che sia così!

Mauro Barni
Professore Ordinario di Medicina Legale e delle Assicurazioni, Università di Siena
Componente della Commissione per la Deontologia della FNOMCeO
Componente del Comitato Nazionale per la Bioetica (CNB)